"Sai, Jashe, finora non ho mai pensato. Ho vissuto come un animale, limitandomi a sentire le cose. Ma il discorso di quel giovane anarchico ha provocato nel mio animo un terremoto morale.
Tu hai detto che il mio corpo era un tempio, e avevi ragione, dentro di me è apparso Dio.
Lui mi parla senza posa.
Senti cosa dice: ‘Figlio mio, sei ciò che sei nel presente, lasciati alle spalle il passato, non farti carico delle colpe. Liberati da ogni preoccupazione per il futuro. Preparati a impegnarti per la tua evoluzione fino all’ultimo istante della vita. Non rendere conto a nessuno, sii il tuo stesso giudice. Se vuoi vincere impara a perdere. Non definirti mai in base a ciò che possiedi. Non parlare mai di te senza concederti la possibilità di cambiare. Non pensare di esistere individualmente; ciò che fai, si fa. Solo accettando che nulla è tuo sarai padrone di tutto. Mutati in una offerta totale. Dà, ma non costringere a ricevere. Non far sentir colpevole nessuno, sei complice di ciò che accade. Smetti di chiedere e comincia a ringraziare. Ottieni per ridistribuire…’
Con le lacrime agli occhi, Jashe baciava il suo gigante senza che questi riuscisse a interrompere il suo monologo. Le quattro labbra si incollavano ed egli deponeva nella bocca di lei la sua incessante collana di frasi…
‘Scopri le leggi universali e obbedisci a esse. Non eliminare, trasforma. Insegna agli altri a imparare da se stessi. Con il poco che hai, fai il massimo che puoi. Dà da mangiare all’affamato, ma non trattenerlo alla tua mensa. Non chiederti dove vai, avanza facendo passi giusti.
Saltare è bello quanto strisciare: non metterti a confronto con gli altri, sviluppa i tuoi propri valori. Cambia il tuo mondo o cambia mondo…’[…]
Come un fiume inesauribile parlò, senza mangiare né dormire, per tre giorni di fila…
‘Ciò che è necessario è possibile. Se vuoi eliminare i vizi degli altri, purifica te stesso. Ciò che vedi è ciò che sei. Le infermità sono i tuoi maestri. Non toccare il corpo dell’altro per ottenere piacere o per sminuirlo, toccalo per accompagnarlo. Non vantarti delle tue debolezze. Agisci per il piacere di agire e non per il risultato favorevole che l’azione potrebbe procurarti. Perdona i tuoi genitori…’ "
A. Jodorowsky, Quando Teresa si arrabbiò con Dio.
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