mercoledì 8 aprile 2009

La vita è femmina, ma le donne non lo sanno.

Nonostante Alomodovar continui a ripetercelo. Come? Dicendo quello che le donne non sanno, non possono o non riescono a dire di sé. Celebrandole meglio di chiunque altro, qualunque cosa facciano, perché le donne - le madri, le vecchie zie, le donne nate uomini, i travestiti, le amanti e le puttane - hanno sempre ragione: la vita è a volte nella loro pancia e sempre nelle loro mani, nei ricordi e nell' ostinazione, nella capacità di andare avanti quando tutto si ferma e torna indietro.
Di ridere nel pianto come in una canzone, di portare le borse della spesa, di crescere i figli nati per errore, di ballare accudire e risolvere, di sopportare l' assenza, di parlare con le piante del patio e coi morti che non muoiono mai.
La vita è femmina perché sa coniugare l' innocenza e il delitto, il candore e la perversione: sa affettare i peperoni dopo aver chiuso nel frigorifero il cadavere dell' uomo inutile - in quanto uomo sempre un po' in ritardo, sempre al traino - poi apparecchiare per cento, mangiare e cantare Volver.
Rivedete se potete la scena in cui Raimunda canta il tango di Estrella Morente tre, cinque, dodici volte: fa piangere sempre, e sempre ci allieta. E' la leggerezza il suo segreto: l' assenza di moralismo.
Tutto è ammesso senza che ci sia un tribunale permanente che stabilisce cosa è giusto e cosa no. Tutto è accolto perché non sei tu che decidi la vita che va dove vuole lei.


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