
Amen.

Nessuno ne ha parlato. In giro si vede poco. E' il nuovo magazine della casa editrice del Sole 24 Ore. Pensato per un target maschile devo dire che chiunque può notare il suo taglio visivo, decisamente sopra la media delle altre riviste di target e del gemello Ventiquattro per grafica editoriale e scelta immagini sembra essersi legato negli anni ad un'immagine diciamo più minimale.
Vincenzo Mollica ha proposto un'ampia antologia di Stasera pago io, corredata da un'intervista a Fiorello: Fiorello secondo Fiorello (Raiuno, Speciale Tg1, domenica, ore 23.15). Da registrare subito una battuta memorabile. Dello show di Raiuno, sono state fatte tre edizioni, ma la Rai, tra tagli e frattaglie, lo ha replicato un numero infinito di volte. Dapprima Fiorello ha finto di lamentarsene, per poi ammettere che se un programma viene continuamente replicato significa che funziona: «Meglio essere celebrati che decelebrati». 
Il conduttore Rai Vincenzo Mollica
Vedere e ascoltare Fiorello è sempre un piacere: anche in un'intervista abbastanza convenzionale, viene fuori la sua unicità, il suo talento. Che consiste nel trattare le cose normali con uno stato d'animo diverso e, soprattutto, nel saper trasmettere allo spettatore questa nuova disposizione. A Mollica abbiamo rimproverato l'attitudine a gridare sempre al capolavoro, qualunque artista presenti. Possibile che per un Povia si debbano usare gli stessi aggettivi usati per Paolo Conte? Possibile che l'iperbole sia il solo metro di valutazione e ogni suo ospite debba essere avvolto in un giulebbe di elogi, di esagerazioni, di panegirici?
Fiorello ha finalmente svelato la vera e più simpatica natura di Mollica: è una spalla comica di rara efficacia. Glene va dato atto. E quando non si vergogna di questo ruolo, dà il meglio di sé, con garbo, preparazione e ironia. Non così il suo collega Marco Frittella che, a una divertita elucubrazione sul significato del nome Billy (la rubrica di libri che conduce la domenica), ha risposto in video con acrimonia e scarsissimo senso dell'umorismo. Bisogna capirlo: era notista politico (si diceva, ai tempi, di stretta osservanza prodiana; ora non si sa) ed è stato retrocesso a divulgatore di scaffali di librerie. Come direbbe Fiorello, è stato «decelebrato».
Aldo Grasso
05 gennaio 2010
